INTERVISTA. CHITARRA D’ORO 2009 COME MIGLIOR GIOVANE CHITARRISTA DELL’ANNO, IL 26 AGOSTO TERRÀ UN CONCERTO PER L’APERTURA DELLA BIENNALE ARCHITETTURA, A VENEZIA. L’INTERVISTA È A CURA DI ANDREA AGUZZI.
Young Artist of the Year ai Festival di Aalborg, Danimarca, e di Enschede, Olanda e Rising Star al Festival Gitarre Wien 2009.
.
Vincitore del “Peredur Preis fuer Junge Kuenstler”, della prestigiosa “Chitarra D’oro” al Convegno Internazionale di Alessandria e del Premio “Giovani talenti italiani”.
.
Dal diploma al Biennio Esecutivo Specialistico presso il Conservatorio di Castelfranco Veneto (110, lode e menzione speciale d’onore e il Konzert-Examen presso la Musikakademie di Kassel (con menzione d’onore), Alberto Mesirca ne ha fatta di strada!.
Venticinquenne, oltre alle centinaia di concerti come solista in tutta Europa, ha suonato con Dimitri Ashkenazy, Vladimir Mendelssohn, Martin Rummel, e decine di musicisti di fama internazionale. Si è esibito per TV e Radio italiane e straniere, ha inciso due dischi per chitarra sola (“Ikonostas” e “Lejanias”, includendo premieres assolute di pezzi scritti per lui o trovati nell’archivio di Andrès Segovia) e ha curato la revisione e la diteggiatura di opere pubblicate da RaiTrade, Curci, Bèrben, Musique Fabrique. Le sue incisioni delle Sonate di D. Scarlatti sono state distribuite dalle riviste “Suonare News” e “Seicorde”: per la prima volta in entrambe le collane, di cui Alberto è tutt’ora il più giovane artista. Angelo Gilardino gli ha dedicato la Sonata “Cantico di Gubbio”.
.
E non è finita qui: Alberto è stato recentemente insignito della Chitarra d’oro 2009 come miglior giovane chitarrista dell’anno. Potremmo svelarvi centinaia di chicche e aneddoti che rendono onore alla sua terra d’origine e all’intero mondo della musica classica. Insomma, Alberto è un talento unico, che sa regalare emozioni non solo con le note, ma anche con le parole: Proiezione l’ha incontrato e gli ha sottoposto alcune domande in previsione della sua prossima esibizione, che si terrà il 26 agosto a Venezia. Un concerto per l’apertura della Biennale di Architettura, dove suonerà la “colonna sonora” dal vivo di alcuni film muti. L’intervista è a cura di Andrea Aguzzi.
..
D: Maestro, la prima domanda è come sempre la più “classica”: come è nato il suo amore e interesse per la chitarra e con quali strumenti suona o ha suonato?
R: Il mio interesse per la chitarra è iniziao casualmente. Si respirava musica a casa nostra; il mio nonno paterno (vincitore del Premio Campiello per un suo racconto) aveva una collezione molto vasta di dischi, che ho ereditato. A sette anni ho cominciato a sentire il desiderio di suonare uno strumento, e dato che una zia materna aveva una chitarra in casa, le ho chiesto di poterla suonare. Da quel momento non ho più smesso. Sebbene mi piacciano molto anche altri strumenti (come il violoncello, o il clavicembalo) purtroppo non ho mai avuto il tempo di dedicarmici, nonostante sia rimasta in me la volontà di evocare-imitare, nel momento dell’esecuzione alla chitarra, alcune sonorità tipiche di altri strumenti, specialmente ad arco: la chitarra ha una gamma di possibilità timbriche vastissima (Berlioz la definiva una “piccola orchestra”).
.
D: Berio, nel suo saggio “Un ricordo al futuro” ha scritto:
.
“.. Un pianista che si dichiara specialista del repertorio classico e romantico, e suona Beethoven e Chopin senza conoscere la musica del Novecento, è altrettanto spento di un pianista che si dichiara specialista di musica contemporanea e la suona con mani e mente che non sono stati mai attraversati in profondità da Beethoven e Chopin.”
.
Lei suona sia un repertorio tradizionalmente classico che il repertorio contemporaneo … si riconosce in queste parole?
R: Sì, sono abbastanza d’accordo. Probabilmente, essendo la musica in continua evoluzione, non si può pensare di ignorare il passato, sia che la contemporaneità sia una continuazione, sia che proceda per contrasto, rottura col passato. Molti compositori contemporanei scrivono pensando ad altri compositori del passato, ispirandosi alle loro opere o richiamando il loro stile, il loro pensiero; sarebbe davvero difficile interpretare le nuove composizioni senza conoscerne l’origine. Poi naturalmente è sbagliato generalizzare: in alcuni casi ho assistito a performances fantastiche di musicisti provenienti da ambienti musicali differenti da quello classico (jazz, musica elettronica) e ingaggiati per concerti di musica contemporanea, che hanno fatto cose meravigliose.
.
D: So che lei ha studiato al Conservatorio di Castelfranco Veneto e con Barrueco, Diaz, Pierri … che ricordi ha di loro, dei loro insegnamenti, della loro poetica musicale?
R: Ho avuto la fortuna di avere un ottimo Maestro (Gianfranco Volpato) al Conservatorio di Castelfranco. Mi ha insegnato un approccio sano, naturale allo strumento. Questa caratteristica mi accompagna tutt’ora, e mi sbalordisce vedere come tanti concertisti della mia generazione abbiano problemi di infiammazioni ai tendini, di distonia focale, di cervicali, dita che non funzionano…in 19 anni di studio (di cui ormai 8 dedicati interamente allo strumento) non ho mai avuto alcun problema. Dopo gli studi in Conservatorio ho studiato alla Musikakademie di Kassel, con Wolfgang Lendle, con cui ho fatto un lavoro focalizzato sul momento della performance: proiezione del suono, pulizia tecnica, “esagerazione” dell’interpretazione, presenza sul palco. Naturalmente ho anche avuto modo di ampliare molto le conoscenze del repertorio, studiando praticamente tutti i maggiori concerti per chitarra e orchestra, molte Sonate e composizioni di tutti gli stili, dal rinascimentale al contemporaneo. A questi due maestri sono estremamente grato.
In occasione di festival e concorsi poi si ha l’opportunità di fare lezioni con grandi concertisti, come appunto Manuel Barrueco, Alvaro Pierri, Alirio Diaz; naturalmente in questi brevi incontri non si ha abbastanza tempo per lavorare molto; ma ogni loro suggerimento e indicazione è stato prezioso, e naturalmente l’opportunità di vederli suonare dal vivo, di vederli mettere in pratica il loro pensiero musicale, è stata anch’essa una grande esperienza.
.
D: Ho letto che lei ha suonato con Robert Fripp e con The League of Crafty Guitarists, ci vuole parlare di queste esperienze .. sono un grande fan del chitarrista inglese e lo ritengo una delle chitarre più originali e interessanti, portatore di un linguaggio musicale unico..
R: Ho avuto l’opportunità di conoscere Robert Fripp e lavorare con lui e il suo gruppo a Barcellona, l’anno scorso. Questo incontro era stato preparato da tempo. La direttrice di un teatro contemporaneo a Vienna (Guelsen Guerses) mi aveva introdotto un chitarrista che faceva parte della League, Richard Tettero. Grazie a lui e alla spinta di Bert Lams (California Guitar Trio) sono stato invitato da Fripp a partecipare alle performance che venivano fatte presso il Monastero di San Cugat, dove stava tenendo un corso. È stata un’esperienza incredibile. Fripp ha un’energia speciale, che poche persone possiedono. Solo con la sua presenza riempiva e dava vita alla stanza (e lo dico senza venerazione religiosa, che molti nei suoi confronti hanno). I suoi suggerimenti sono stati preziosi, sia da un punto di vista tecnico che della vita del musicista in generale; tutt’ora siamo in contatto. Sono molto grato di avere avuto questa grande opportunità.
.
D: Nel suo cd Ikonastas lei suona musiche inedite rinvenute nell’archivio di Andres Segovia, come è nato questo progetto e che sensazioni le ha dato suonare queste musiche?
R: Ikonostas è un progetto speciale, interamente dedicato a musiche del Novecento ispirate a temi religiosi o mistici. L’idea di questo progetto è nata nel momento in cui avevo conosciuto il grande compositore vercellese Angelo Gilardino, per il quale, in occasione di un corso, avevo suonato una sua composizione meravigliosa, “Annunciazione – Omaggio a Beato Angelico”. Gilardino è stato talmente gentile da regalarmi, dopo questa audizione, la partitura di una sua composizione che poco dopo sarebbe stata pubblicata, “Ikonostas – Omaggio a Pavel Florenskij”, senza dubbio un capolavoro assoluto; e un brano che egli stesso, come direttore dell’Archivio Segovia, aveva portato alla luce: “Errimina” di Padre Antonio de San Sebastian, una profondissima composizione scritta su un ritmo di danza basco, lo “zortziko”, in 5/8. Questo regalo mi ha permesso di incidere la prima mondiale sia dei due brani di Gilardino, sia del pezzo di Antonio de San Sebastian, che negli ultimi anni sono diventati brani del repertorio standard nei recital chitarristici. Probabilmente anche la novità del programma discografico, accanto all’esecuzione (avevo 20 anni al momento dell’incisione, quindi con pregi e difetti del momento) hanno portato alla vittoria della “Chitarra d’oro” nel 2007 come miglior disco dell’anno.
.
D: Di recente lei ha pubblicato un libro “Francesco di Milano opere per liuto dal manoscritto di Castelfranco Veneto trascrizioni per chitarra” ce ne vuole parlare e come mai il “manoscritto di Castelfranco Veneto”?
R: Il manoscritto di Castelfranco Veneto è una delle più importanti scoperte musicali degli ultimi vent’anni. Si chiama “Manoscritto di Castelfranco Veneto” perché è conservato presso l’archivio parrocchiale del Duomo di Castelfranco. È datato 1565, e scritto dal liutista padovano Giovanni Pacalono (di lui si sa pochissimo). La sua scoperta è avvenuta circa 20 anni fa per mano dell’archivista Mary Frattin, la quale ne ha affidato lo studio all’allora insegnante di storia della musica del Conservatorio, il professor Franco Rossi. Egli ne ha provato l’importanza pubblicando un catalogo del fondo musicale del Duomo, in cui citava le composizioni presenti nel manoscritto, che conteneva (di qui l’unicità del libro) molti componimenti inediti per uno, due e tre liuti (cosa rarissima nel repertorio) dei grandi autori del Rinascimento. Si può immaginare quale interesse questo libro possa aver suscitato in campo musicologico. Il problema è che Rossi non ha poi mai pubblicato un fac-simile del manoscritto, o un libro contenente i brani del volume. Così, dopo un incontro con il parroco e con Mary, nonché con il prof. Rossi, mi sono messo a trascrivere in notazione moderna le composizioni sicuramente più interessanti del libro, scritte da Francesco Da Milano, che già in vita si era guadagnato, presso la corte papale, l’epiteto (condiviso solo da Michelangelo) “Divino”. Sono composizioni per uno e due liuti, e due pagine di tecnica liutistica (scale e ornamentazioni). Sebbene in notazione abbia pubblicato (tra l’altro, in occasione del Cinquecentesimo anniversario di morte del grande pittore castellano Giorgione) solo le opere di Da Milano, ho comunque pensato di analizzare l’intero manoscritto, e grazie all’aiuto di grandi esperti mondiali (Franco Pavan, autore della voce su Da Milano nel Grove, nonché membro del direttivo del Bulletin della American Lute Society; Hopkinson Smith, docente di liuto presso la Schola Cantorum di Basilea; John Griffiths, del Centre d’Etudes Superieures de la Renaissance di Tours) il lavoro è davvero riuscito: sarà d’aiuto per gli sviluppi e gli studi futuri: una trascrizione completa del manoscritto è in corso d’opera.
.
D: Il 26 agosto lei suonerà a Venezia un concerto per l’apertura della Biennale di Architettura dove è previsto che lei suoni la colonna sonora di un film ce ne vuole parlare?
R: Il 26 agosto suonerò, in occasione dell’apertura della Biennale di Architettura a Venezia, a Palazzo Donà, in campo San Polo, presso la sede dell’Istituto di Arte Polacca, alle ore 22. L’occasione è nata dall’incontro con il direttore dell’Istituto, Grzegorz Musial, che ho incontrato pochi mesi fa con un amico che fa parte del gruppo di lavoro del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards. L’idea iniziale era quella di suonare musiche di compositori giapponesi, essendo la Biennale organizzata e curata da architetti giapponesi. Quindi avevo pensato ad un recital comprendente musiche di Toru Takemitsu e Yoritsunè Matsudaira. Discutendo con Grzegorz si è poi pensato di cambiare il progetto, e di fare una performance che comprendesse anche altre discipline. Nel suo Istituto ha una collezione interessantissima di film Bauhaus, dei primi film astratti. Essendo muti, e non essendoci una musica originale scritta per questi film, abbiamo pensato di eseguire una “colonna sonora” dal vivo, eseguendo composizioni di Frank Martin, che per primo ha utilizzato il sistema dodecafonico per comporre opere originali per chitarra, negli anni Trenta.
.
D: Ultima domanda. Proviamo a voltare verso la musica le tre domande di J.P.Sartre verso la letteratura: Perché si fa musica? E ancora: qual è il posto di chi fa musica nella società contemporanea e in quale misura la musica può contribuire all’evoluzione di questa società?
R: Sono musicista perché amo questo mestiere, mi piace passare ore con lo strumento in mano. Credo che il fare musica possa giovare moltissimo ai ragazzi oggi: disciplina, rispetto, autocritica, ricerca, sconfiggere le paure, suonare con gli altri, porsi degli obiettivi, l’esprimersi e l’essere creativi sono tutte caratteristiche dell’esperienza musicale.
Purtroppo al giorno d’oggi chi fa musica, chi dà valore a cose che non siano misurabili in denaro, non ha una posizione favorevole; tuttavia noto già che moltissime persone sentono la necessità di scappare dalla loro realtà quotidiana, in cui l’impoverimento culturale e la superficialità dominano, per cercare nella musica altri valori.
.
News
- Alberto Mesirca on MySpace Music
. - Alberto Mesirca suonerà il prossimo 26 agosto in occasione dell’apertura della Biennale di Architettura a Venezia, a Palazzo Donà, in campo San Polo, presso la sede dell’Istituto di Arte Polacca, alle ore 22.
. - È in corso di pubblicazione il volume (curato da Alberto Mesirca, con introduzione di Hopkinson Smith) contenente le Fantasie inedite di Francesco da Milano trovate nel manoscritto del 1565 di Castelfranco Veneto.















English












This post is really great. I hope that does not stop after just one outstanding text. Your blog every day more and more I like it. I hope that I will be more likely to read on your site so amazing lyrics. Greet and invite you to my page