27 agosto 2010. Inizia L’Asolo Art Film Festival!

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L’Asolo Art Film Festival è iniziato! Siamo giunti alla XXIX edizione, l’VIII curata da AIAF – AsoloInternationalArtFestival, che quest’anno ha subito un cambiamento radicale. Proiezione intervista Annalisa Andreetta, Presidente dell’Associazione.
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L’Associazione viene fondata nel 2002 per ridare vita e continuità al Festival Internazionale del Film sull’Arte e di Biografie d’Artista (oggi Asolo Art Film Festival) e al Festival del Cartone Animato (ribattezzato Cartoon festival), progetti nati rispettivamente nel 1973 e nel 1974 e novità senza precedenti nel panorama internazionale, ma cessati nella seconda metà degli anni Novanta.
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Dal 2002 sono passati otto anni. Otto anni di attività, otto anni alla guida del primo Festival al mondo di Film sull’Arte.

Cosa è successo in tutto questo tempo?

In che modo AIAF sta onorando la sua vocazione, sfruttando la posizione strategica di faro e centro d’eccellenza per il territorio?

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Proiezione
l’ha chiesto ad Annalisa Andreetta (Presidente dell’Associazione), e per farlo ha scelto un’occasione speciale: la della XXIX edizione dell’Asolo Art Film festival, che da oggi, 27 agosto fino al prossimo 5 settembre animerà Asolo e dintorni con proiezioni, eventi, mostre, conferenze e dibattiti.

AIAF è nata nel 2002. Com’è cambiata l’Associazione in questi anni?
“I cambiamenti subiti da AIAF dalla nascita ad oggi sono stati progressivi e di qualità. È nella natura delle cose che un festival, come qualsiasi manifestazione culturale, sia intriso della cultura del tempo perché è proprio questa ad alimentare l’estro artistico: non esiste arte slegata al proprio tempo, non esiste cultura slegata al proprio tempo; siano esse manifestazioni esteriori di rottura e contestazione oppure siano forme di esaltazione”.
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Come si inserisce l’Associazione nel contesto culturale veneto?
“Si inserisce sicuramente bene, non si fa cultura solo a NY, Roma, o Parigi. La cultura c’è ovunque, il lavoro di chi si occupa di arte consiste anche nell’ individuarla e renderla manifesta. Ritengo che il nostro festival che ha una penetrazione geografica così ampia non è particolarmente influenzato dal localismo territoriale veneto, ma si affaccia su realtà molto più ampie. Ciò non toglie che il modo di manifestarsi, come è ovvio, risenta anche, ma non solo, del territorio ove avviene la genesi è quindi con delle connotazioni che sono proprie del territorio, senza per questo voler creare barriere o limitazioni che derivano sempre dalle chiusure”.
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Quest’anno AIAF ha rinnovato completamente il suo team, puntando su ragazzi giovani che stanno resuscitando i vecchi progetti e lanciandone di nuovi: quale ruolo possono avere i giovani nel settore della cultura, in una società in cui a farla da padrone è la parola “business”?
“Penso che sia finito il tempo che vedeva la cultura una sorta di ‘mondo-ispirato’ meritevole della frequentazione di pochi eletti che gestivano spazi molto di nicchia. Oggi qualunque organizzazione deve impegnarsi per sviluppare e creare cultura, sia attraverso i processi di sviluppo sia stimolando le manifestazioni spontanee. Non deve più esistere il dualismo business = ricchezza ed aridità, cultura = apertura e povertà. La società contemporanea ha saputo fare sintesi e sia grazie all’intervento del pubblico che del privato esistono molti spazi per favorire questa sintesi ed il suo sviluppo”.
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Dove sta andando AIAF? Ovvero: che risultati ha raggiunto in questi anni, e quali sono gli obiettivi futuri?

“I due risultati principali di AIAF in questi ultimi anni sono stati due: riproporre con grande successo il festival ideato da Fabia Paulon, che per alcuni era stato interrotto, e poi ridargli quel ruolo internazionale al quale è deputato.
Gli obiettivi futuri sono di continua crescita sia in termini numerici che qualitativi. Già diverse iniziative hanno preso avvio, e a breve, non appena questo festival sarà concluso, le sveleremo”.
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Che cosa rappresenta un Festival di portata internazionale come l’Asolo Art Fil festival?
“Il festival rappresenta tante cose importanti per tanti! Per il festival stesso? La dimensione della sua potenzialità; per il territorio? La possibilità di avere una vetrina bidirezionale di portata mondiale; per il nostro paese? Un vanto! Avere il più antico festival del mondo di film d’arte è ovviamente una unicità, per anni non è stato colto il portato generale e specifico di questa iniziativa, ora finalmente il lavoro di tanti anni ha un riconoscimento ufficiale”.
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AIAF sta completamente rinnovando il suo modo di comunicare, accettando la sfida con i nuovi media e le nuove regole del gioco da essi imposte.
“Forse ho già risposto intrinsecamente prima, la cultura non può essere avulsa dalla contemporaneità e deve perciò avvalersi di ogni strumento che ritiene utile; ben vengano quindi innovazioni anche per quanto riguarda la usa diffusione e il suo sviluppo”.
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Un’associazione culturale vive di finanziamenti pubblici ma anche del sostegno delle realtà imprenditoriali e dei privati. Qual è il ruolo dell’imprenditoria nella cultura? Perché associarsi ad AIAF?
“L’impresa privata non opera più nello stretto ambito industriale che si è scelta, ma ha aperture sempre maggiori con il mondo esterno, tra queste anche l’arte; sta alla sensibilità e alle scelte dell’imprenditore avvicinarsi all’arte o ad altri mondi, importante che sia parte del vissuto sociale in qualche modo e non solo unità dedite al lavoro.
Associarsi ad AIAF significa averne capito il progetto, l’importanza dello stesso l’iscrizione è una dichiarazione di condivisione di valori e di intenti. Se poi qualcuno vuole collaborare attivamente ne saremmo ben felici!”

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