Si è chiusa il 4 Settembre l’11^ edizione del Circuito Off: Venice International Short Film Festival, evento ormai consolidato nel nutrito panorama cinematografico veneziano, che insieme alla Mostra del Cinema rappresenta il più importante appuntamento per i cinefili di tutta Europa e non solo.
Inaugurata il 31 Agosto, l’edizione di quest’anno ha conservato l’ottimo rapporto tra qualità e mondanità delle precedenti, cambiando però location: la collaborazione con l’Università Ca’ Foscari (dalla quale Circuit Off è nato) ritorna dopo dieci anni, facendo dell’ateneo veneziano il principale promotore dell’evento. Come afferma la direttrice del festival Mara Sartore: “A Ca’ Foscari siamo nati e a Ca’ Foscari ritorniamo, per cogliere e proporre in collaborazione con docenti e studenti una serie di opportunità”.
Secondo il Magnifico Rettore di Ca’ Foscari Carlo Carraro l’organizzazione della kermesse è dunque “Un impegno che non si traduce nella semplice ospitalità al festival nei suggestivi spazi dell’Ateneo, ma consiste in una fattiva collaborazione con docenti e studenti”.
Altra novità di quest’anno è stata infatti la formazione di una giuria studentesca, composta da studenti di Ca’ Foscari ai quali è stato affidato il compito di assegnare il premio dell’Ateneo al miglior corto di ricerca.
Le proiezioni, che si sono susseguite a ritmo serrato per i cinque giorni del festival, sono state divise tra l’Autitorium Santa Margherita e il cortile di Palazzo Foscari, sede centrale dell’università, mentre la struttura Blue Moon, noto centro mondano del Lido, ha accolto gli Special Screening (da Ericailcane a Blu, per citarne alcuni), seguiti dalle straordinarie feste che caratterizzano il festival: ad aprire il primo evento Peaches, con l’animazione di White Trash, noto locale berlinese; la seconda serata è stata targata Publicist e Tussle, mentre la terza ha visto protagonista il dj set di Andrés Bucci con Blondie Equal Stupid; la chiusura dei party è stata affidata al live di PIG Radio, seguita dal dj Max Huttler e dalla vj Noriku Okaku, con la loro musica elettronica e visual innovativi.
Ma l’evento mondano, per quanto in grande stile, non ha soffocato la visibilità delle proiezioni; ospite d’onore Gaspar Noè, a cui è stata dedicata una sezione speciale: i suoi film, dai contenuti certo poco ortodossi, hanno voluto rappresentare la libertà di espressione del festival, oltre che un omaggio al regista, tanto dissacrante quanto intelligente. Altro ospite d’eccezione è stata la casa di produzione Partizan, promotrice di vari lavori di Gondry e formata prettamente da giovani e talentuosi artisti.
Anche la serata finale del 4 Settembre ha voluto omaggiare il video come forma di comunicazione, tanto da utilizzarlo per presentare al pubblico sia le giurie che i lavori premiati, rendendo un evento solitamente noioso decisamente gradevole ed emozionante. Sullo schermo sono stati proiettate brevi interviste ai vari componenti della giuria, per poi passare ai filmati di premiazione di ogni sezione, seguiti da brevi estratti del film vincitore.
La qualità dei corti, pregevoli sia per forma che per contenuto e provenienti da tutto il mondo, ha dato filo da torcere alla giuria internazionale presieduta da Ace Norton (apprezzato videomaker di pubblicità e video musicali, vincitore del premio Video dell’Anno al Vimus Film Festival 2008, grazie al promo di “Hustler” dei Simian Mobile Disco); accanto al presidente, i giurati Ries Straver (regista e produttore video olandese e capo del Dipartimento Video di Fabrika), Kaleem Aftab (critico cinematografico dell’Independent e produttore), Max Hattler (animatore sperimentale e artista multimediale tedesco) e Géraldine Gomez (organizzatrice dal 2002 delle proiezioni al Centre Pompidou).
Il vincitore del Gran Premio Off International è il corto Kavi, di Gregg Helvey: la storia di un bambino indiano costretto alla schiavitù insieme ai genitori, che avrà il coraggio (grazie a dei giornalisti impegnati nella liberazione della fornace dove lavora) di denunciare il padrone ritrovando la libertà. Tre menzioni della giuria internazionale sono state conferite a Mother doesen’t bowl anymore di Teemu Nikki, Betty B. And the The’s di Felix Stienz e Washdays di Simon Neal. Il Premio Made in Italy è andato a Stefano Ribecchi con Vivid Dreams, documentario su Arthur C. Clarke. Due menzioni speciali a The Genesis of Evil di Fabio Palmieri e Ice Scream della coppia Palumbo – De Feo.
La sezione Veneto in Short ha premiato Mattia Colombo, regista de Il Velo, dando una menzione speciale a Pica di Irene Fuga, mentre il premio per il miglior cortometraggio online è stato ottenuto da Videogame di Donato Sansone, corto più cliccato sul sito internet del Corriere della Sera; questi premi, assegnati dalla giuria internazionale, sono solo alcuni tra quelli del festival.
Il Premio Ca’ Foscari è stata conferito dalla giuria di studenti al già citato Betty B. and the The’s, splendido omaggio a Kaurismaki. João Garcão Borges ha riconosciuto a Il Velo di Mattia Colombo e a Percorso # 0009-0410 di Igor Imhoff l’Onda Curta Award, permettendo ai vincitori di vendere i diritti dei propri film a Onda Curta, unico programma in Portogallo interamente dedicato ai corti. Premio Cicae Off al miglior corto europeo assegnato a La Pagella di Alessandro Celli, mentre il Premio Hors Pistes – Centre Pompidou è stato vinto da Industrial Bay di Giuseppe Petruzzellis. Il pubblico ha avuto inoltre la possibilità di rendersi giudice, conferendo il suo premio a 41, di Massimo Cappelli.
La nutrita platea di spettatori che ha affollato ogni sera il cortile di Palazzo Foscari sembra aver apprezzato molti aspetti del festival: i luoghi di proiezione confortevoli e facilmente raggiungibili, l’ottima organizzazione e la qualità delle proiezioni hanno dato forza a una collaborazione nuova e coraggiosa che, com’è stato confermato in serata di chiusura, sarà ripetuta anche il prossimo anno.
L’iniziativa non si ferma qui: “Circuito Off rimarrà a Ca’ Foscari con attività permanenti”, assicura il Magnifico Rettore; “Gli studenti verranno coinvolti nel comitato di selezione dei film della prossima edizione, si realizzeranno laboratori con proiezioni e seminari di approfondimento e ci sarà anche occasione di impegnarsi non solo nella critica ma anche nella produzione con concorsi video”.
Il ritorno al passato del festival si è rivelato dunque un enorme passo avanti, come fiduciosamente si erano aspettati gli organizzatori: una sicura dimostrazione di come un’arte poco presente nei normali circuiti cinematografici possa essere comunicata e fatta apprezzare ad un pubblico che ci si auspica sia sempre maggiore.
Andrea Giacometti



















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