La Cinenoteca: il vino ideale per ogni film
Guida alla videodegustazione
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Scorrono i titoli di testa, tra due ordini di pachidermi d’acciaio e cemento corre uno yellow cab. È l’alba, nella grande mela. L’automobile accosta e scende Holly, una fulgente Audrey Hepburn di nero vestita, l’ammaliante sguardo celato da grandi occhiali da sole. Di fronte a lei Tiffany & Co., o più semplicemente Tiffany, ad oggi la gioielleria più celebre nella storia del cinema.
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Inizia così Colazione da Tiffany, un classico della commedia romantica hollywoodiana firmato Blake Edwards. E alla comparsa dei nomi di Capote e Edwards sono già svelati gli ingredienti per una ricetta di leggerezza e raffinatezza. Parti da un racconto breve di Capote, confeziona una commedia brillante con uno degli ereditieri della leggendaria sophisticated comedy, e porta al cospetto di Tiffany, luogo dalla carica fortemente simbolica, l’icona del glamour made in U.S.A.: in poche pennellate si delinea il canone per una milestone della classe impressa su pellicola. Lo sguardo ironico e fresco, sebbene non privo di crudo acume, di Blake Edwards registra ed esalta, in un quadro patinato, l’innata eleganza, impreziosita dai capi di Givency, di una Hepburn destinata ad un’insuperata prova di stile e levità. Raffinata altresì nei dialoghi e nella caratterizzazione del personaggio di Holly, la commedia di Edwards, opera precipua per gli amanti del genere e non solo, mantiene lo status di evergreen e detta, a distanza di mezzo secolo, codici di grazia imperituri.
Videodugustazione
Inutile girarci troppo attorno. Qui ci vuole uno Champagne. Nessun altro vino potrebbe accompagnarsi in modo più adeguato alla visione di Audrey Hepburn intenta a spruzzare sulla propria pelle un’inebriante nuvola di Interdit, seducente e ormai leggendaria fragranza, con quella grazia sbarazzina che solo una piccola principessa saprebbe emulare.
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Una fragranza riconducibile, in modo quasi istintivo, al sentore tipico di ogni Champagne degno di questo nome: quel profumo di crosta di pane che, esaltato dal fine pèrlage di un bicchiere appena riempito, predispone a godere della stuzzicante bellezza della protagonista. Dici bene, Mattia, quando parli di “codici di grazia imperituri”, e io dico che all’impareggiabile interpretazione della Hepburn si abbina alla perfezione una bottiglia di Cristal.
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Così irrimediabilmente raffinata ed elegante, ma al tempo stesso così esplosiva (stavolta mi riferisco al vino), ogni bottiglia di Cristal è prodotta con uve provenienti dai vigneti di proprietà Louis Roederer. Uno Champagne per intenditori, icona tra le icone, un vero e proprio gioiello dell’enologia degno della più prestigiosa delle vetrine.
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Niccolò Mattia Colombo
Marco La Fiura
“La cinenoteca” non costituisce contenuto pubblicitario.
Le cantine e i film vengono segnalati a fini didattici e d’intrattenimento.
















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