Proiezione intervista Émile Bravo, fumettista francese di origini spagnole, punto di riferimento nel panorama d’oltralpe. Il servizio è di Eleonora Porcellato (la nostra più giovane collaboratrice!!).
Capitolo 1. Chi è Émile Bravo
Il mondo del fumetto è molto vasto e articolato, c’è il serio rischio di perdersi se non si ha un buon senso dell’orientamento: è posibile viaggiare tra le strade del Giappone dei fiori di loto, dove le pagine si sfogliano al contrario; tra i grattacieli d’America, dove può accadere che un uomo in calzamaglia rossa e blu ti faccia fare un tour della città in equilibrio su una tela di ragno; tra le calli e le corti di Venezia una corsara di nome Jolanda vi potrebbe accompagnare al molo per partire sotto la guida di un certo Corto Maltese alla volta del sensuale Oriente …
Per questo non bisogna vagare senza meta, ma darsi una destinazione precisa e cercare di raggiungerla: ogni luogo ha il suo fumetto come ogni popolo ha la sua lingua, e gli stili dei disegnatori sono come i suoi dialetti, che si evolvono e si modificano con l’andare del tempo, rimanendo sempre legati alla tradizione o creando una loro isola felice.
Questa volta sarò io a darvi le coordinate da seguire e ad accompagnarvi, ma la prossima volta provate voi stessi la vostra strada e a decidere se affidarvi ai ricordi dell’infanzia, andando alla ricerca del Topolino Perduto, oppure scoprire nuovi orizzonti, navigando sul Web, dove moltissimi giovani autori si fanno spazio tra Facebook e Twitter.
Oggi si parte alla volta della Francia, nella romantica Paris, per incontrare un autore dell’Atelier des Vosges. Forse non ci sarà Marjane Satrapi, autrice del fumetto Persepolis (dal quale è stato preso l’omonimo film), David B., Lewis Trondheim, Marc Boutavant e gli altri autori che dal 1995 hanno creato questo gruppo di disegnatori, ma a noi uno interessa:
Émile Bravo
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Nato nel 1964 in Francia, origini franco-ispaniche, Émile Bravo sembra preferire fin da bambino dar forma ai propri pensieri attraverso il disegno. Amava farsi raccontare le favole dai genitori, ma il ruolo di semplice ascoltatore non gli era sufficiente, così iniziò a scarabocchiare sui fogli di carta le storie che lui, ancora privo dei limiti che la scrittura impone, voleva far conoscere alla mamma e al papà.La vocazione al disegno arrivò nel momento in cui un ragazzo deve decidere cosa fare della propria vita. Quando, alla fine delle scuole superiori, ci si trova di fronte a un bivio, e Bravo aveva per l’appunto DUE scelte:
1. fare ingegneria
2. fare di testa sua
Scelse la seconda.
In qualche modo doveva guadagnarsi da vivere e, potendolo fare nel modo a lui più affine, Bravo intraprese la difficile carriera dello scrittore e dell’illustratore di storie per bambini, con ottimi successi.
Oggi la critica considera il suo stile “Molto vicino alla linea di Hergé” (1907-83), autore belga ed ideatore de “Le Avventure di Tintin”, uno dei fumetti francesi più conosciuti al mondo. In efetti, anche per un occhio inesperto non è difficile trovare molte somiglianze con questo fumettista, e ancor di più ciò lo si può apprezzare nelle edizioni di un altro classico franco-belga curate da Bravo: “Le avventure di Spirou e Fantasio di Bravo: Diario di un ingenuo” (2008).
Altri suoi lavori sono “Une épatante aventure de Jules” (1999-oggi, serie di libri uscita per Dargaud), “Aleksis Strogonov” (2004), “Ivoire” (1990) con i testi di Jean Régnaud, scrittore con il quale il nostro disegnatore ha collaborato anche per il suo ultimo libro, “Mia mamma (è in America, ha conosciuto Buffalo Bill)”, edito in Italia dalla giovane ed intraprendente casa editrice Bao Publishing.
“Mia Mamma” non riesco a definirlo un normale libro a fumetti, perché lo ridurrei al concetto comune che ciò si porta dietro, in altre parole una serie di pagine tutte divise in quadrati entro le quali si articolano la storia di un qualche strano personaggio che compie una mirabolante impresa. In questo caso non è così. Questa storia racconta piccoli eventi della vita di tutti i giorni che, visti con gli occhi inesperti di un bambino di nome Jean, diventano una curiosa novità. Dalle battaglie coi cuscini con il fratellino al primo impatto con l’anziana maestra (un po’ racchia) delle scuole elementari, il lettore viene trasportato dolcemente nel mondo del protagonista, e in quello dei propri ricordi infantili.
Nella vita del piccolo Jean si sente però la mancanza di una persona: la sua mamma.
Jean sa che è in viaggio perché spesso la giovane amica dai capelli rossi gli legge le cartoline che lei gli spedisce dai diversi luoghi del mondo, ma questo è un segreto che non può rivelare né alla sua tata Yvette né al papà…
Questo libro io l’ho regalato alla piccoletta che gira per casa e con la quale sto iniziando delle vere e proprie guerre con i cuscini, ma non solo (nonostante sia io la sorella più grande),però gliel’ho rubato più di qualche volta per rileggere o anche solo riguardare alcune pagine, che sono in grado di far sorridere anche se prive di parole, perché quei disegni dai colori così caldi sanno veramente parlare al cuore!
E non sono l’unica a pensarla così, perché questo libro per bambini è stato premiato in numerosi concorsi, tra i quali “Les Essentiels d’Angolulême” dell’omonimo Festival nel 2008, premio “Tam-Tam” al Salon du livret et de la Presse Jeunesse de Montreuil (Francia) e non ultimo, l’8 ottobre 2010 alla Fiera del Libro di Francoforte, con il prestigioso Jugendliteraturpreis Deutscher 2010 dal Ministro Tedesco per la Famiglia, gli Anziani, le Donne ed i Ragazzi.
Ora non mi rimane che riportarvi la piacevole intervista ad Émile Bravo, fatta al termine dell’inaugurazione della sua personale presso lo spazio espositivo della libreria Marton durante il Treviso Comic Book Festival, con il gentilissimo supporto di Michele Foschini, socio della casa editrice Bao Publishing e ottimo traduttore sia della conversazione ma soprattutto dei testi di “Mia Mamma”!
- VIDEO | Intervista a Émile Bravo (Parte 2/2)
Eleonora Porcellato
















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