La recente notizia del pensionamento del Walkman Sony impone, da parte di chi come me ha vissuto questo oggetto come un simbolo di libertà e di piacere, un doveroso omaggio accompagnato da alcune considerazioni di carattere generale.
Lanciato il primo luglio 1980 in Giappone, un anno dopo il suo debutto sul mercato era diventato il riproduttore portatile di cassette musicali a nastro più venduto al mondo. Ora, dopo 31 anni di onorata carriera e 220 milioni di esemplari venduti in tutto il pianeta, il Walkman vecchia maniera esce definitivamente di scena, meritandosi il rispetto e la nostalgia dei suoi utilizzatori. Sony ne ha infatti confermato lo stop della produzione e dalle fabbriche che un tempo ne sfornavano milioni ne usciranno ancora pochi pezzi (prodotti in Cina), destinati a servire la nicchia di pochi e fedelissimi appassionati del genere.
La ragione di tale “dolorosa” scelta è facilmente immaginabile: nell’era dell’iPod e della musica digitale nessuno vuole più questo illustre antesignano del popolare lettore musicale di Apple, che proprio in questi giorni festeggia il suo nono compleanno e che rappresenta in sintesi la sua evoluzione: un dispositivo in grado di rivoluzionare il modo di ascoltare la musica in mobilità. Che ci sia un legame fra il player giapponese e quello della Mela lo prova il fatto che, come hanno debitamente ricordato alcuni siti hi-tech americani, proprio Steve Jobs fu uno dei primi beneficiari del Walkman nel corso di una sua visita all’allora numero uno della multinazionale di Tokyo, Akio Morita. Le analogie non si fermano qui: Sony tentò di capitalizzare la popolarità della sua creatura lanciando (con alterni profitti) prodotti come Scoopman o Discman e oltre 20 anni dopo Apple ha replicato il botto dell’iPod prima con iPhone e ora con iPad, con la sostanziale e importante differenza che Sony fu poco abile a dare seguito alla propria innovazione sul lato software e sul lato immagine, peculiarità che invece ha decretato il trionfo del lettore di Jobs, che ha saputo garantirsi con una serie di evoluzioni continue sia dal punto di vista tecnologico che di feshion/design la fedeltà cieca e assoluta di una legione di Apple addicted.
L’avventura del Walkman è quindi arrivata lentamente a inesorabilmente al capolinea con una nota doverosa: la casa giapponese metterà in soffitta il prodotto ma non il marchio, che del resto già vive su una serie di prodotti in vendita anche in Italia, come il Walkman S750.
Curioso, però, che attorno alla notizia del pensionamento del primo lettore portatile globale siano circolate voci (la fonte è il settimanale finanziario americano Barron’s) che vedrebbero le due compagnie di cui sopra oggetto di una possibile fusione, con Apple nella parte della società interessata alla scalata della rivale (nella lista delle papabili aziende su cui investire ci sarebbero anche Adobe e Disney). Difficile, dicono gli analisti, che l’ipotesi si possa concretizzare, non solo perché avrebbe del clamoroso a livello mediatico. Piuttosto è reale il fatto che fra le due aziende sia in atto una battaglia sul fronte degli smartphone. Sony Ericsson ha infatti abbracciato la piattaforma Android (e quindi Google) per il suo super telefonino Xperia, che guarda caso è riuscito a guadagnare in Giappone, nel primo semestre dell’anno fiscale, una quota di mercato pari al 21% rubando un po’ di spazio proprio dell’iPhone, che continua comunque a dominare la scena con una share del 60%.
Ma non solo. Indiscrezioni delle ultime ore, corredate da alcune foto e specifiche apparse sul sito Engadget, lasciano pensare che il debutto della prima console con capacità telefoniche della casa nippo svedese non sia poi troppo lontano. Del PlayStation Phone se ne parla da tempo, tre anni almeno, da quando Sony-Ericsson depositò un brevetto con le specifiche di un prodotto ibrido a metà strada fra telefonino e dispositivo per giocare.
Ora il momento topico sembra essere arrivato e fra i tanti dubbi ancora da sciogliere – per esempio se potrà riprodurre, come la rivale Nintendo 3DS, contenuti in tre dimensioni – su una questione tutti sono d’accordo: dentro questo terminale di nuova concezione girerà Android (anche se non in versione 3.0 come inizialmente ventilato sempre da Engadget). Il software di Google, la grande rivale di Apple, come cervello della nuova scommessa di Sony: sarebbe l’ideale chiusura del cerchio che prese forma con l’avvento del Walkman. Un nuovo salto in avanti nel mondo dell’elettronica di consumo.
Permettetemi alcune brevi considerazioni: in un mondo dove ancora gli studiosi di comunicazione, psicologia, economia, sociologia e semiologia sembrano essere fermi a considerare quali sono stati gli effetti di lungo periodo nella società, nell’economia e nella politica dell’introduzione dell’apparecchio televisivo quali saranno gli sviluppi che possiamo aspettare a livello di costume, di massa e di società da prodotti come l’Ipod, l’Iphone e l’Ipad?
















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