È morto Dino De Laurentiis. Un pezzo di storia del cinema se ne va…

DinoDeLaurentiis_IlanEshkeri

11 Novembre 2010

Los Angeles. Oggi è morto Dino De Laurentiis, aveva 91 anni e 187 film alle spalle.

Una volta nella vita ho avuto l’occasione (e la fortuna) di avere una riunione nel suo ufficio. Collocato nel mezzo degli Universal Studios, è una stanza che racconta molto di lui: vicino alla sua enorme scrivania, una vetrinetta “dorata” raccoglie i successi di una vita. Al centro l’Irving G. Thalberg Memorial, il riconoscimento alla carriera rilasciato dall’Academy, che aveva ritirato durante la notte degli Oscar nel 2001.  Ai lati, quasi a formare un altare, i due Academy Awards che aveva vinto con Fellini per La strada e Le notti di Cabiria. E poi David, Leoni e Nastri a completare la composizione.

Una vita di piena di successi la sua. Partito da Torre Annunziata vendendo spaghetti per il pastificio del padre, Agostino – ma per tutti Dino – entra nel cinema quasi per caso. Dopo il Centro Sperimentale di Cinematografia, inizia la sua carriera come attore, ma presto intuisce che il suo futuro è dietro la macchina da presa. E così, unendo la sua passione alla sua abilità di venditore, trova i primi finanziatori e produce L’amore canta. Poi passa la guerra, e con i Grandi (Fellini, Rossellini, De Sica…) è uno dei protagonisti del Neorealismo. Segue lo sfortunato cambio di una legge che di fatto impediva le collaborazioni con artisti e tecnici internazionali: un film per essere definito “Italiano” doveva essere completamente realizzato da italiani. Così, oppresso dalla stupidità di alcuni politici, decide a malincuore di lasciare il suo paese per trasferirsi a Hollywood.

L’Italia perde così il suo più grande produttore.

In America riceve subito il rispetto che merita: gli vengono consegnate le chiavi della città di Los Angeles, che non tarderà ad usare per aprire le sue porte al cinema americano. Presto arrivano successi come Serpico, King Kong o I tre giorni del condor (che realizzò con Pollack), e poi altre collaborazioni con grandi autori come Lynch e Ridley Scott.

La carriera di Dino De Laurentiis è di proporzioni gigantesche, e, da filmmaker quale sono, credo che ciò sia dovuto all’approccio con cui quest’uomo intraprese la strada del cinema. Poco prima della sua morte, rilasciando un’intervista, disse una breve frase che ogni produttore italiano (e non) dovrebbe tenere sempre bene a mente:

”Cosa siamo noi, in fondo? Creatori di sogni.”

Andrea Franchin


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