Corpo Ex/Posto

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Inchiesta sulla situazione dell’arte in Italia con un’intervista a Gianluca Rossitto, artista presente all’esposizione veneziana.

Il corpo come oggetto d’indagine, come dimensione inquinata da un vivere fast.

Arrangiarsi nel quotidiano per scoprire finitezze ma anche potenzialità di una materia,

quella corporea

capace di regalare drammaticità.

Realismo in analisi presso il Magazzino 3 di Venezia, in una collaborazione avviata con l’Accademia Nazionale di Belle Arti di Sofia. In mostra, lavori di grafica, con cui i giovani artisti cercano di scoprire la funzione della fisicità violata dalla massa mediale moderna. Odierna.

Un dialogo extra/nazionale con il quale possono confrontarsi artisti emergenti e grazie al quale hanno la possibilità di acquisire visibilità in un mercato quanto mai difficile come quello dell’arte.

Cybernetico vs Biologico

queste le parole chiave di una ricerca che tende a studiare l’ipotesi di una post-umanità sempre meno biologica.

(Un grido d’aiuto o una rassegnazione nell’adattamento?)

Insomma, come rapportarsi oggi alla realtà artistica italiana? L’abbiamo chiesto ad uno degli artisti partecipanti alla mostra: Gianluca Rossitto.

Come hai vissuto l’esperienza “Corpo Ex/Posto”?

L’esperienza “Corpo Ex/Posto” si sta rivelando sicuramente un momento di crescita artistico, in relazione al fatto che questa mostra non è nata solo come una semplice Esposizione, bensì come un ponte artistico tra due realtà Accademiche ben distinte. La mia ricerca artistica inserita in questo contesto, oltre ad interpretare in svariati modi la natura umana, assume un certo contatto con quella natura stessa, perché si pone entra in relazione con altre opere aprendo allo spettatore una serie di scenari e di mondi tutti diversi tra loro. La scelta di dividere questa mostra in tre tappe  sottolinea ancor di più il suo carattere trasversale ed originale.

Cos’è un artista?

Definire cos’è un artista oggi è un compito molto arduo, perché l’artista è in continuo mutamento. Una volta un artista era fondamentalmente il portavoce della “sua” società, influenzato dal suo tempo plasmava l’arte in base alla percezione personale del mondo in cui viveva. Oggi non esiste più una singola percezione della società, abbiamo molteplici realtà che si presentano alla nostra percezione per brevi periodi, lasciando spazio ad altri periodi altrettanto brevi e così via. Viviamo nel periodo che io definirei l’ironia dell’evoluzione del consumo, quindi anche noi artisti tendiamo a consumare una percezione nell’arco di breve tempo e a passare subito alla successiva. Così gli artisti sono degli individui che vedono con sufficiente distacco questo susseguirsi di percezioni, una sorta di “orologio” che guarda al mondo cercando di raccontarlo nelle sue molteplici dimensioni del vivere di oggi, trattando problemi sociali ed ecologici, i ritmi della vita quotidiana, le nuove tecnologie, la rete mondiale dell’informazione, il lavoro, lo sport, la felicità e la tragedia.

A cosa serve l’arte?

L’arte è un linguaggio universale. Questo linguaggio serve a legare passato, presente e futuro, per mezzo di un sentimento insito in tutti gli uomini di tutti i tempi di ogni luogo. Si fa arte da sempre e si continuerà a produrla senza sosta, perché il bisogno artistico e il gusto artistico vive in ognuno di noi.

"Finzioni di quattro uomini" 2010 acquaforte e acquatinta matrice mm. 195x145 foglio cm. 50x35, p. di A.

Achille Bonito Oliva dichiara che “l’arte è inutile, serve il critico a renderla indispensabile”, è proprio vero?

Non sono per niente in linea con questa dichiarazione, anzi questa affermazione mi ha fatto balzare alla mente due cose: la prima è che molti critici hanno una visione esclusivamente “orizzontale” di quello che vedono. Molti percepiscono l’arte solo come l’accostamento di colori da godere senza intralci, senza soffermarsi sul fatto che l’arte non ha bisogno necessariamente della critica e della figura del critico. Molti artisti creano anche a scopo di fruirne per se stessi o per una  cerchia ristretta di persone, anche questa è arte. Molti dimenticano che van Gogh in vita non godette di nessun tipo di fama e che i critici non avevano notato la sua arte finchè lui non morì.Il povero Vincent non si fermò certo perché la critica non lo considerava degno e andò avanti nel suo fare artistico nonostante l’impopolarità, creando alcune fra le opere più incredibili che la storia dell’arte abbia mai visto. Ma la critica esisterebbe se l’arte cessasse di esistere domani?

A che punto si trova il mercato dell’arte ora in Italia? Appare veramente come un territorio regolato da norme di scambio?

Credo che il mercato dell’arte in Italia non stia vivendo un momento decisamente fortunato, sia per colpa della crisi che a colpito tutto il mondo e sia perché artisti e collezionisti s’incontrano solo quando sono sicuri di un guadagno certo, così questo mondo, che è regolato da norme di scambio, appare aperto per certi versi ma sicuramente chiuso ai giovani artisti che non garantiscono magari al gallerista un investimento produttivo nell’immediato. In più il mondo accademico è sempre più soggetto a tagli, quindi viene a mancare quella che è la “fabbrica” che produce artisti validi in Italia. Nel complesso qualcosa si sta muovendo alla Biennale d’arte di Venezia dove nelle scorse edizioni si è iniziato a far cadere in parte la separazione tra artisti affermati e giovani: uno stile non ha più il sopravvento sull’altro.

"testone" 2009 acquaforte e acquatinta matrice mm. 175x135 foglio cm. 50x35, p. di A.

Come immagini la prossima Biennale?

La prossima Biennale avrà come direttrice Bice Curiger, che riuscirà sicuramente nel compito di organizzare un’ottima edizione. La prossima mostra avrà come titolo “Illuminazioni” e quindi spero che sarà di aiuto ad illuminare soprattutto le nuove forze artistiche. Perché la Biennale è uno dei più importanti forum per la conoscenza dei nuovi sviluppi dell’arte internazionale e quindi spero vivamente nella sua riuscita.

Immagino una Biennale dove si possa instaurare uno scambio tra i vari paesi partecipanti, e dove ogni singolo padiglione richiami la forza dell’arte come linguaggio universale. Talvolta si è parlato di “anacronismo” rispetto ai Padiglioni della Biennale, che invece a mio avviso dovrebbero essere strumento di riflessione dell’identità di tutti. Quindi trovo molto originale la trovata della curatrice di porre ad ogni artista di ogni singolo paese partecipanti 5 domande:

Dove ti senti “a casa”?

Il futuro parla in inglese o in quale altra lingua?

La comunità dell’arte è una “nazione”?

Quante nazioni senti dentro di te?

Se l’arte fosse una nazione, cosa ci sarebbe scritto nella sua Costituzione?”

Colgo l’occasione per ringraziare chi ha reso possibile questa  mostra di grafica d’arte internazionale ovvero i due curatori Alberto Balletti e Vasil Kolev, l’Accademia di Belle Arti di Venezia, l’Accademia di Belle Arti Nazionale di Sofia, la Raccolta Museale di Collezione Permanente di Grafica d’Arte B.Z. De Portesio e la Fondazione Cominelli – Cisano di San Felice del Benaco-.

Note biografiche dell’artista:

Gianluca Rossitto ha conseguito la maturità artistica a Vicenza città dove tuttora vive e lavora. Frequenta l’Accademia di Belle Arti  di Venezia nel campo della Grafica d’arte. Nel suo percorso artistico ha partecipato a varie mostre sia di pittura che di Grafica, alcune delle sue opere sono presenti nella Raccolta Museale della Collezione Permanente di Grafica d’Arte B. Z. De Portesio e nella collezione esposta del Liceo Artistico di Vicenza. In attesa delle prossime esposizioni, che rappresenteranno l’artista i vi invitiamo a visitare il sito blog : www.rossblogart.blogspot.com

Corpo/Ex Posto

Mostra Internazionale di Grafica d’Arte, a cura di Alberto Balletti e Vasil Kolev

Accademia di Belle Arti di Venezia,
Magazzino3 Zattere Dorsoduro  264 – 30123 Venezia
8 novembre 2010- 4 dicembre 2010 dal martedì al sabato dalle ore 10 alle ore 17
Per poi spostarsi a Sofia (Bulgaria)

Link:

  • www.fondazionecominelli.it
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