Siamo ancora “Signore & Signori”

signoreesignori

Nel 1966 il film Signore & Signori  di Pietro Germi vinceva la Palma d’oro a Cannes, ex aequo con Un uomo, una donna di Lelouch. Cos’è rimasto ora di quel Veneto di quarantaquattro anni fa?

Forse i signori sono un po’ più contadini e i contadini un po’ più signori; tuttavia, nelle piazze delle cittadine di provincia, par che poco sia cambiato: i tavolini all’aperto sono ancora lì e gli avventori con gli spritz in mano non sono poi così diversi da quelli della Treviso degli anni Sessanta. I “discorsi”, i medesimi. Sport regionale è la “ciacoea”, lo sparlare alle spalle di amici e conoscenti. Non solo nei bar, ma nei negozi, nelle sale d’aspetto del medico, nei saloni di parrucchiera, il pettegolezzo la fa ancora da padrone: “Gheto sentio che…?”, “Noo…ma schersito! Contame…”, e via discorrendo. Permane la mentalità gretta, perbenista e ipocrita di chi fa le cose “de scondon” (di nascosto).

.
Il moralismo cattolico è spesso solo di facciata già in Signore & Signori: appare chiaro che le coppie si sono formate per interesse più che per amore; i tradimenti avvengono per noia, ma nessuno dei protagonisti ha intenzione di rinunciare ai vantaggi della propria posizione sociale per questioni di cuore. Il divorzio non è ancora legge dello Stato, ma non sembra essere di qualche utilità tranne nel caso del ragionier Bisigato (Gastone Moschin), veramente innamorato della cassiera Milena (Virna Lisi). La reputazione va salvaguardata, ma è più facile proteggerla se si fa parte della borghesia ricca, se si detiene il potere economico.
.
Oggi il disinteresse nei confronti della religione è diffuso e tangibile, soprattutto tra le nuove generazioni. Vero è che nemmeno l’apparentemente cattolicissima signora Gasparini (Olga Villi) deve essere una fervente credente…In Signore & Signori è infatti evidente come ci sia un compiaciuto scambio di favori tra poteri laico e religioso (la signora Gasparini raccoglie offerte per la parrocchia e l’autorità ecclesiastica, quando serve, fa qualche telefonata) che poco ha a che fare con la spiritualità quanto, piuttosto, con l’influenza e il potere temporale che la Chiesa detiene.
.
Dalla nascita alla morte, ogni Veneto è ancora a stretto contatto, sebbene attraverso un approccio molto superficiale, con la Chiesa Cattolica: una vita scandita da eventi di carattere religioso, che dovrebbero indicare un cammino di crescita spirituale. Dovrebbero, appunto, perché qui sta il paradosso: non solo tali occasioni sono state svuotate da qualsiasi significato sacro, ma proprio in queste circostanze imperano il materialismo, il consumismo e persino il cattivo gusto. Perché l’importante è lo sfoggio “di schei e ori”. Nemmeno la morte viene risparmiata dalla mercificazione: i “migliori” loculi vanno prenotati, ovviamente pagando.

Cosa è cambiato dunque?

Nel film di Germi si capisce bene che esiste una qualche libertà dei costumi, purché gli affari, almeno i propri, restino nell’ombra, non vengano appunto “messi in piazza”. Certo, l’ultimo episodio, nel quale un gruppo di amici della Treviso-bene approfitta di una giovane contadina, non si ripeterebbe più. La storia è vera e all’epoca delle riprese era ancora in corso il processo per corruzione di minore (infatti, per evitare pressioni, questa parte del film è stata girata a Conegliano e non a Treviso).
.
Quindi qualcosa è cambiato. Verrebbe da dire che nessuna ragazza al giorno d’oggi si farebbe sedurre in cambio di un paio di scarpe, un pranzo e un vestitino. Almeno NON inconsapevolmente. Ma questa è solo una provocazione.

Serena Casagrande
Rating 4.50 out of 5
[?]

Related Posts