Mario Monicelli è nato a Viareggio il 15.5.1915, se ne è andato a Roma il 29.11.2010 ed è del toro.
Un vecchio detto recita “che quando nascono sono tutti belli, quando si sposano tutti ricchi e quando muoiono sono tutti bravi e buoni”
Ora, per andare alla fine bisognerebbe scrivere il suo epitaffio, cioè l’iscrizione che andrebbe sopra il suo sepolcro. O magari un’orazione funebre..
Gli epitaffi funebri quasi sempre enumerano i grandi risultati ottenuti, e la sua filmografia potrebbe bastare.
Chissà se gli farebbe piacere, se si arrabbierebbe.
Magari avrebbe preferito uno come quello di Walter Chiari :”Amici non piangete, è soltanto sonno arretrato”. Chi può saperlo.
Un uomo non è il suo lavoro, sono due cose distinte.
Il suo lavoro lo conosciamo tutti, ma lui?
Lui si è buttato dal quarto piano di un ospedale, di sera, pioveva, se ne stava lì a 95 anni con un tumore alla prostata e probabilmente anche da qualche altra parte, i medici lo avranno visitato, gli avranno detto qualcosa. Tutto si azzera, tutti gli altri fanno le loro cose, in strada le auto passano, le televisioni dentro le case sono accese e tu sei lì.
Cosa vuoi dire a uno di 95 anni? Che adesso con le nuove terapie si sono fatti passi da gigante e che sarebbe guarito? Che avrebbe fatto un altro film?
Si sarà appartato, avrà pensato un po’, o forse no. I corridoi di un ospedale.
E’ anche una questione di dignità. E lui lo aveva già detto molto tempo fa, non sempre la vita merita di essere vissuta se non c’è una sufficiente dignità.
La dignità della salute, del lavoro, degli affetti.
Ci vuole coraggio per buttarsi dall’ospedale e anche a passare qualche mese su un letto con tubicini di vario genere per quello che entra e quello che esce. Quale dei due?
E poi la supercazzola è più facile dirla come battuta in un film che dal vero, in quel posto poi.
Non credo abbia pensato alla sua filmografia.
Già la filmografia… è troppo lunga, decine di titoli che tutti conoscono e di personaggi ormai entrati nella memoria comune. Si può dire che sia stato uno dei pochissimi autori che ha messo d’accordo il pubblico e la critica. Non è da poco.
Il primo film è del 1949 e si intitola” Al diavolo la celebrità”.
Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribài con cofandina? Come antifurto, per esempio.
Naturalmente con la supercazzola con scappellamento a sinistra…o a destra.
Luciano Zaccaria
















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