“La mia missione? Valorizzare la terra e i suoi prodotti”

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Il settore agricolo rappresenta per l’Italia una risorsa vitale. Un patrimonio fatto di profumi e sapori che va promossa e tutelata al tempo stesso, per preservarne l’unicità. Quali sono le iniziative politiche volte a preservare la qualità delle risorse enogastronomiche italiane?
E a livello europeo cosa sta accadendo?
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Proiezione l’ha chiesto a Giancarlo Scottà, Europarlamentare e Ambasciatore delle Città del Vino d’Italia.

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Confesso che quando ho messo piede per la prima volta al Parlamento Europeo ho pensato che tra le tante opportunità che mi offriva un  ruolo per me inedito, potevo dare il meglio del mio apporto nel lavoro di valorizzazione della terra, e i suoi prodotti.
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Con un particolare riferimento al nostro Veneto, ma con iniziative e proposte che di riflesso possono essere “adattate” in ogni regione europea. Una cosa semplice, forse, ma importante, tant’è che una delle prime relazioni nel settore dell’agricoltura approvate dal Parlamento Europeo, in vista della realizzazione nuovo libro verde della Commissione Europea, e della Pac dopo il 2013, è stata quella che ho voluto presentare personalmente, riguardante proprio la promozione e la salvaguardia della qualità dei prodotti agricoli ed enogastronomici.
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Il titolo: “La politica di qualità dei prodotti agricoli: quale strategia seguire?” è stato molto indicativo. Pensata in particolare per i nostri prodotti, cercando l’immedesimazione nell’anello finale della catena, il cittadino consumatore,  in essa la stragrande maggioranza degli eurodeputati, in modo trasversale, di paese e colore politico, si è ritrovata.
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La qualità è un elemento fondamentale per l’intera catena alimentare e rappresenta un valore essenziale per il sostegno alla competitività dei produttori agroalimentari europei; è la qualità a costituire il fondamento di importanti vantaggi commerciali per i produttori veneti, italiani ed europei, e indirettamente potrà senza dubbio contribuire anche allo sviluppo rurale nei vari paesi. Penso da noi a tutta la nostra Pedemontana, dal Friuli e tutta la fascia del Veneto occidentale. Una serie di norme che salvaguardano le nostre Dop e Igp, che qualcuno voleva togliere, e quindi l’indicazione il paese d’origine per i prodotti agricoli freschi e, nel caso di prodotti trasformati “monoingrediente”, il luogo di provenienza della materia prima agricola utilizzata nel prodotto finito,  il tutto con l’obiettivo di garantire una maggiore trasparenza e una “tracciabilità” per assicurare “acquisti consapevoli da parte dei consumatori”.  Abbiamo chiesto di studiare la fattibilità dell’introduzione dell’etichettatura obbligatoria relativa al luogo di produzione per i prodotti trasformati che contengono “ingredienti significativi”.

Alberto Sordi in "Un americano a Roma"

Recentemente il Parlamento Europeo ha dato il via libera alla proposta di regolamento relativo alla fornitura di chiare informazioni alimentari ai consumatori. Dall’etichettatura nutrizionale obbligatoria all’obbligo di indicare sulle etichette le quantità di grassi, acidi grassi saturi, zuccheri e sale, nonché di proteine, carboidrati, fibre, grassi transnaturali e artificiali. No al “metodo a semaforo” per indicare con simboli colorati di verde, ambra e rosso la quantità relativa di energia, di grassi, di zucchero, etc. contenuta nel prodotto alimentare. Salvando in questo modo la maggioranza dei prodotti italiani che vanno per la maggiore.

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Giancarlo Scottà
Europarlamentare
Ambasciatore delle Città dei Vini d’Italia

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